
| Lettera inviata al Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi ed alle principali testate giornalistiche il 13/01/2002 | |
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FEDERALISTI DEMOCRATICI EUROPEI - Sezione italiana - Sede centrale |
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Signor Presidente
I giornali di domenica 13 gennaio 2002 hanno riportato ampiamente quanto accaduto nelle assemblee per l’apertura dell’anno giudiziario. Si è assistito, in tutti i distretti, ad una vera rivolta, pur pacifica, per contestare il potere politico. Tutti i magistrati intervenuti hanno vestito la “Tonaca Nera”. Appare palese l'esistenza di una centrale di coordinamento della ribellione. Nel 1994 l’allora Presidente del Consiglio in riunione con i capi di Stato Stranieri a Napoli ha ricevuto un avviso di garanzia; non ha importanza la ragione per cui è stato ora prosciolto dall’imputazione: il fatto rimane. Per la gente ciò ha significato averlo incriminato senza colpa. Il fatto ha determinato nella cittadinanza la sensazione che la magistratura operi su linee politiche. Conseguentemente, l’attuale ribellione non ha fatto altro che determinare la convinzione che la magistratura sia veramente coinvolta con una parte del potere politico contro l’altra parte. Guarda caso, sempre verso il Governo presieduto dallo stesso soggetto. Nel 1994 l’operazione riuscì, molto difficilmente riuscirà oggi ma l’amarezza al cittadino è enorme e occorre riportare nei giusti binari tutti i protagonisti della vicenda. Solo Lei può farlo nell’ambito dei suoi poteri. Noi Le chiediamo: 1) Che sia dato un forte impulso al C.S.M. affinché riprenda con la massima severità e sancisca con provvedimenti anche d’espulsione quei magistrati che hanno organizzato e realizzato quanto è successo. 2) Che il C.S.M. sia un organo al cui interno non vi siano più politici (questi devono rientrare nella loro sede naturale). Cambiamento che dovrà avvenire con la modifica della Costituzione. Il Presidente del Consiglio in Campagna elettorale ha promesso che ciò avverrà mediante l’elezione dell’Assemblea Costituente. Forse ciò non accadrà più. Il cittadino sarà stato ancora una volta raggirato. 3) Che sia nominata una commissione, composta di personalità d’altissima statura morale e di qualità integerrima, con potere d’indagine a 360 gradi sui comportamenti sia dei magistrati sia dei politici coinvolti nei noti avvenimenti sia sullo stato della magistratura oggi. La commissione dovrà adottare sanzioni esemplari nei confronti di coloro i quali hanno tenuto un comportamento disdicevole per la carica rivestita. 4) Che, al termine delle indagini, disponga un disegno di legge per disciplinare i comportamenti dei magistrati, tenendo presente che il solo interesse da tutelare è quello del Cittadino quale unico titolare della sovranità.
Infatti, Signor Presidente è proprio il Cittadino che legittima le istituzioni e ne paga i costi. Se il Cittadino sbaglia egli è punito con le sanzioni previste per il caso se a sbagliare sono coloro che hanno responsabilità politiche e in ogni caso incarichi di potere essi non pagano: perché? Com’ebbi modo di dirLe nella mia precedente: noi pensiamo che coloro che sono al vertice di un’istituzione a qualsiasi livello debbono rispondere anche solo per responsabilità morale (cioè essi devono rispondere anche per il solo fatto che un sottoposto abbia creato turbativa). Questo forse significa avere senso di responsabilità, abnegazione e coscienza del proprio dovere. Il cambiamento è arduo, ma se non avviene la strada purtroppo sarà verso il baratro. Un solo accenno all’Europa: com’è possibile che una Costituzione originaria quale quell’Europea sia fatta da una “convenzione” commissione nominata da Governi governati da una parte della classe politica delegata dal cittadino e non da tutti i cittadini? Il Governo Italiano si è adeguato a tale finzione di democrazia che s’intrinseca con la sovranità ignorando così la volontà di una parte della cittadinanza . E mi ripeto: non è forse il Cittadino che legittima e paga i costi delle istituzioni? E quindi non spetta a Lui indicare chi devono essere i suoi rappresentanti e quale tipo di costituzione vuole. Le auguro un proficuo lavoro sperando nel cambiamento delle cose; diversamente si arriverà purtroppo allo scontro, le cui scaramucce sono già state poste in essere. (intendere scioperi).
Il Presidente |
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