Lettera inviata al Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi ed alle principali testate giornalistiche il 21/07/2000

 

FEDERALISTI DEMOCRATICI EUROPEI

- Sezione italiana -

Sede centrale

 

Ecc.mo. Signor

Presidente della Repubblica Italiana

DOTT. CARLO AZELIO CIAMPI

Palazzo del Quirinale - ROMA

 

 

Rimini, lì 21 luglio 2000

 

 

Oggetto: Federalisti Democratici Europei             

 

Eccellentissimo Signor Presidente,

Le scrivo queste poche righe, distogliendoLa dai Suoi alti compiti, per significarLe quanto segue.

Il giorno 15.06.2000 a Rimini si è dato vita ad un’iniziativa che spero utile e feconda. Un gruppo di amici, esponenti della cultura e dell’imprenditorialità romagnole, uniti dalla condivisione di ideali democratici, liberali e federalisti, ha costituito il Movimento dei Federalisti Democratici Europei, di cui rimetto in allegato copia del manifesto programmatico.

La consapevolezza che i tempi sono maturi perché il processo di integrazione continentale subisca una decisa accelerata ha indotto i soci fondatori, che mi hanno onorato designandomi Presidente, a “scendere in campo” per fare la nostra parte.

Ci ha convinto, inoltre, l’amarezza nel constatare come le istituzioni comunitarie non siano ancora dotate di ampi poteri né sia auspicabile – rebus sic stantibus – che se ne attribuiscano loro, trattandosi per lo più di espressione dei governi anziché dei popoli, con un allarmante deficit di democrazia.

La modestia intellettuale e morale, poi, che ha accompagnato sinora il dibattito politico italiano, guardandosi bene dal proporne una lettura qualunquistica, non può certo consentire di assumere quelle coraggiose decisioni che il momento storico, ad avviso di chi scrive, richiederebbe.

Dalle enunciate considerazioni scaturisce la nostra proposta operativa: agire su vari livelli – culturale, informativo, politico in senso stretto – per promuovere una epocale riforma istituzionale, frutto di un movimento unitario europeo, volta al conseguimento di una nuova “divisione dei poteri” in senso verticale, con attribuzione di ampie competenze agli enti locali a titolo originario, devoluzione agli organismi centrali europei di poche materie in ossequio al principio di sussidiarietà, sostanziale eliminazione di parlamenti e governi nazionali.

Ci rendiamo ben conto delle enormi difficoltà che un simile progetto comporta, tali da far apparire a tratti il nostro affannarsi risibile, tuttavia, da utopisti convinti, non demordiamo!

Non si dimentichi che viviamo in un’epoca connotata dalla massima velocità, ove l’impensabile di ieri è la realtà di domani; una velocità che investe ogni aspetto dell’esistenza, non lasciando indenni certo le istituzioni politiche, conservando stabilità solo – ce lo auguriamo – i valori morali fondamentali.

A circa un mese dal varo dell'iniziativa quei dubbi sulla "folle ambizione" del nostro progetto sono stati fugati da una inaspettata reviviscenza intorno alle tematiche europee, condotta soprattutto per Suo merito. La "fase due" dell'Unione, da Ella autorevolmente invocata, sebbene prospettando sviluppi non del tutto coincidenti con quelli prima enunciati, tuttavia conforta le nostre opinioni di fondo e rafforza il nostro entusiasmo.

Nel ringraziarLa, pertanto, della coraggiosa opera pionieristica che sta conducendo nell'interesse dei cittadini italiani ed europei, che offre ulteriore lustro alla Sua già consolidata fama di intellettuale raffinato e lungimirante, saremmo lieti ed onorati di poterLa ragguagliare sugli sviluppi del cammino appena intrapreso, oltre che ricevere da Lei autorevoli consigli, o critiche.

Con ossequio.

F.D.E.

Il Presidente

Eugenio Giulianelli