Comunicato inviato in data 9 gennaio 2001 ai maggiori quotidiani nazionali.

 

FEDERALISTI DEMOCRATICI EUROPEI

- Sezione italiana -

Sede centrale

 

Il Movimento dei Federalisti Democratici Europei interviene sul problema mutui usurari.

Il movimento FDE, sorto a Rimini nel giugno 2000 nel solco della gloriosa tradizione del pensiero politico ispirato all'idea dell'Unità Europea e ad ideali democratici, liberali e federalisti, vuole con il presente comunicato stampa, trasmesso altresì a tutti i parlamentari italiani, intervenire nell’acceso dibattito in corso sul “problema mutui”.

Astenendoci dal commentare le argomentazioni degli opposti schieramenti e premettendo che – come logica giuridica impone – si intende fare proprie molte di quelle addotte a favore dei consumatori, preme invece cogliere una morale dalla vicenda in corso.

Essa appare, invero, esemplificativa di tutto ciò che il nostro movimento ripudia: le pressioni lobbistiche, il compromesso politico che cela quello morale, la distanza incolmabile tra i cittadini e le istituzioni che dovrebbero rappresentarli. Non si vuole qualunquisticamente sostenere che il numero è ragione e che, pertanto, le banche debbano soccombere perché meno numerose dei soggetti interessati agli eventuali rimborsi; occorre però ricordare che il popolo è sovrano e che i governanti non possono agire sprezzanti dell’interesse comune, confezionando prodotti legislativi incostituzionali ma spacciati per regali ad un popolo che si presume sempre “bue”.

La realtà è che in Italia la classe politica non è da meno: la superficialità con la quale si regolamentano materie delicate e si cerca di porre rimedio agli errori così commessi denota improvvisazione, scarso rispetto per i veri detentori della sovranità – i cittadini – mancanza di serietà e di consapevolezza dell’altissimo compito ricoperto.

Legiferare è cosa seria, non un gioco, non un innocuo esperimento, poiché altrimenti si presta il fianco o all’incompetenza (la manifestamente ambigua legge del 1996 ne è un esempio) o alla parzialità (il decreto legge salva-banche è grottesco quando si proclama “necessario e urgente”).  Coerenza, dignità imporrebbero altre scelte; l’attentato alla democrazia rappresentato dal metodo ancor prima che dal risultato grida vendetta.

Chi non si riconosce nella degenerazione del sistema dovrebbe – con noi – reclamare le dimissioni del Governo ed un radicale ricambio della classe politica!

                                                                  Il Presidente

                                                                                   Eugenio Giulianelli