FEDERALISTI DEMOCRATICI EUROPEI

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FEDERALISTI DEMOCRATICI EUROPEI
Sede nazionale italiana

Rimini, li 11/07/2005Al Presidente della Repubblica
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro di Giustizia


Il sottoscritto Eugenio Giulianelli, nato a Rimini il 13/10/38, nella qualità di Presidente dei Federalisti Democratici Europei con sede in Rimini Via Barzilai n° 29, costituito con atto pubblico del Dr. Domenico Guastamacchia, Notaio in Forli, iscritto nel Ruolo dei Distretti Notarili di Forli-Rimini, in data 15 giugno 2000: repertorio n° 150007 raccolta n° 13182,
già in passato ho avuto modo di manifestare il mio pensiero su alcune problematiche relativi allo sciopero dei magistrati e per i quali ho inviato, anche dopo l’ultimo sciopero, esposto alle 26 procure competenti.
All’esposto ho allegato una scheda redatta dalla Associazione Nazionale Magistrati in cui sono riportate le percentuali di adesioni allo sciopero (86% circa) dei magistrati.
Nonostante ciò alcune procure hanno comunicato l’archiviazione del fascicolo.
Eppure le norme penali prevedono l’illegittimità dello sciopero politico che è stato riproposto per il 14 luglio 2005.
La sentenza della Corte Costituzionale che si è espressa in merito allo sciopero di protesta contro la Pubblica autorità ha sancito “ la illegittimità costituzionale dell’articolo 504 del codice penale nella parte in cui punisce lo sciopero per protesta contro la pubblica autorità, a meno che detto sciopero sia diretto a SOVVERTIRE l’ordinamento costituzionale ovvero a impedire o ad ostacolare il libero esercizio dei poteri legittimi nei quali si esprime la sovranità popolare”.
Da questa premessa si possono evincere ulteriori violazioni del codice penale in particolare
lo sciopero determina l’interruzione dei servizi dai magistrati ricoperti violando l’articolo 340 del codice penale che disciplina il reato di interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità.
La giurisprudenza di legittimità si è espressa nel senso che “per la configurabilità del delitto di cui all’art. 340 del c.p. non è necessario che l’azione di interruzione si riferisca al servizio nel suo complesso, ma è sufficiente che sia interrotto o turbata una singola funzione o prestazione, per la cui alterazione basta realizzare anche solo una discontinuità parziale di singole attività” (Cassazione 11/02/987 ; Cassazione Sez. VI penale Sent. 9/6/04 n° 26077).
La gravità di tali comportamenti non sta solo nel fatto della violazione delle norme penali ma, fatto ancora più grave, è che gli organi che devono intervenire, il CSM e il Ministero della Giustizia, nei settori di propria competenza, non sono intervenuti incorrendo nella violazione dell’articolo 328 del codice penale che recita “il pubblico ufficiale…, che indebitamente rifiuta un atto del suo Ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica… deve essere compiuto senza ritardo è punito…”
In tal modo il primo omette di prendere i provvedimenti disciplinarti previsti dall’art.105 della Costituzione. Il secondo omette di indagare sui comportamenti e le adesioni dei magistrati allo sciopero.
Ciò sul presupposto che detti organi non abbiano di fatto abdicato al proprio ruolo istituzionale cosa che parrebbe niente affatto strana nell’attuale situazione se non fosse decisamente anticostituzionale una riforma di tal segno senza il concorso della sovranità popolare.
Dovete scusarmii l’anacronistica incredulità ma mi domandiamo ancora se può mai essere vero che nessuno senta l’esigenza prioritaria di essere eticamente corretti ?
Possibile che nessuno senta la responsabilità delle sorti del proprio Popolo e in funzione di questo senta l’irrinunciabile dovere di rispettare per primo le regole, di comportarsi correttamente e in modo trasparente ? Possibile che sia così leggera da sopportare la consapevolezza di demolire a ogni piè sospinto la fiducia popolare ?
Consentire che proprio i cittadini che compongono le più alte Istituzioni possano violare impunemente quelle stesse regole che per altri cittadini hanno costituito motivo di reazione e sanzione immediate non è forse demolire la fiducia popolare?
Certo, non tutti sono in grado di capire che lo sciopero dei magistrati è uguale allo sciopero degli autoferrotranvieri e ciò grazie anche al fatto che l’informazione viene servita solo come intrattenimento e propaganda politica e non ha nulla ha a che vedere con il dovere di far conoscere la realtà dei fatti, tuttavia un governo che vuole definirsi ancora democratico non può tollerare che esistano storture così gravi confidando che l’ignoranza di molti gli eviti di doverne rispondere.
Questo Movimento crede di aver diritto di chiedere alle Signorie Vostre come intendono agire per la tutela della legittimità e degli interessi dei cittadini.
In attesa di un riscontro cordialmente saluto.


Il Presidente
Eugenio Giulianelli